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La guerra ibrida del nuovo millennio si combatte anche sul fronte dell’intelligenza artificiale.

Nelle scorse settimane DeepSeek, una sorta di ChatGPT cinese, è venuta alla ribalta per sfidare apertamente la rivale americana. L’intelligenza artificiale mandarina sarebbe molto più intelligente della controparte e anche molto meno costosa.

Una cosa che preoccupa l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti. Ed ecco arrivare la contromossa. Diversi governi, tra cui Stati Uniti, Taiwan e Australia, hanno vietato l’uso del software di intelligenza artificiale cinese DeepSeek sui dispositivi ufficiali.

Gli analisti affermano che queste restrizioni sono giustificate, poiché i test dimostrano che DeepSeek non solo raccoglie dati degli utenti, ma filtra anche argomenti sensibili e promuove le narrazioni del governo cinese in modo più aggressivo rispetto a Baidu e WeChat. Gli organismi di controllo della privacy di Paesi come Irlanda, Francia, Belgio e Paesi Bassi hanno espresso preoccupazioni in merito alle pratiche di raccolta dati dell’app DeepSeek.

La preoccupazione maggiore riguardo l’intelligenza artificiale cinese è che i dati degli utenti potrebbero essere condivisi con il governo di Pechino, le cui leggi impongono alle aziende di condividere le informazioni con le agenzie di intelligence locali su loro richiesta.

Il mese scorso l’Italia è diventata uno dei primi paesi a vietare DeepSeek. L’app AI chatbot, alimentata dai modelli AI fondamentali V3 e R1, è stata segnalata come scomparsa dagli app store.

Ciò è avvenuto pochi giorni dopo che l’ente di controllo della privacy italiano aveva cercato informazioni su come la startup cinese di AI gestisce i dati degli utenti.

Diversi ministeri e dipartimenti del governo sudcoreano hanno bloccato l’accesso alla tecnologia di intelligenza artificiale DeepSeek, adducendo problemi di sicurezza. L’accesso alle tecnologie DeepSeek è stato bloccato al Pentagono, che è il quartier generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD).

Le restrizioni sarebbero state messe in atto dopo che i funzionari della difesa hanno sollevato preoccupazioni circa l’utilizzo dell’app da parte dei dipendenti del Pentagono senza autorizzazione.

Se gli utenti sono preoccupati per i rischi per la privacy associati all’app chatbot AI di DeepSeek, possono scaricare ed eseguire il modello open source di DeepSeek localmente sul proprio computer per mantenere private le proprie interazioni.

Fonte ByoBlu

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Redazione
Autore: Redazione

Vivo da oltre 40 anni nel Malcantone e amo questa regione!

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